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4-5 Dicembre 2009, Convegno:

"Sei tu che scrivi la tua vita?" (prima parte)

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La scuola è un luogo denso di relazioni, è luogo d’incontro e di scontro tra due universi: quello degli adolescenti- studenti e quello degli adulti- docenti. Universi distinti ma in continua interazione, che si condizionano e che si resistono reciprocamente. Diviene dunque importante per gli educatori e per gli studenti comprendere, rispettare e comunicare con quest’alterità presente nel mondo scolastico.
Anche se ormai l’idea della scuola intesa solo come luogo di trasmissione culturale dovrebbe essere superata, di fatto spesso la scuola è il luogo dove si insegnano le discipline, dove i ragazzi si annoiano, è il luogo delle regole imposte, è il luogo della distanza tra giovani e adulti.
Ma la scuola è uno spazio di vita significativo, è luogo non solo di apprendimenti e di insegnamenti, ma di costruzioni condivise di significati, di costruzione di identità e di senso di appartenenza. Gli studenti costruiscono le relazioni con i pari e con i docenti attraverso stili propri, dando vita spesso a forme di cultura (intesa come insieme di rappresentazioni, stili comunicativi, regole ecc) che intrecciandosi con la cultura della scuola e dei docenti crea un universo a sé, con caratteristiche proprie, quasi un piccolo mondo.
Dalla riflessione di quanto importante sia questa creazione di forme di cultura condivisa dagli abitanti della scuola, nasce il progetto.
Gli obbiettivi si possono così riassumere:evidenziare ai ragazzi che la scuola è luogo d’incontro, di relazioni, di vita; favorire nei ragazzi una dimensione comunicativa e interpersonale a partire dalla consapevolezza della propria soggettività; favorire una riflessione sulla propria identità.
Ciò aiuta a costruire anche il rapporto con l’altro poiché l’identità individuale non prescinde mai dalle relazioni che si hanno con il mondo esterno.
Ecco quindi l’importanza di organizzare speciali itinerari educativi dove i ragazzi siano messi nelle condizioni più favorevoli per esprimersi, confrontarsi, misurasi con il proprio io.
Durante questi incontri gli studenti sono protagonisti e allo stesso tempo costruttori della propria cultura, a partire da temi e da discipline che in questo caso sono solo degli strumenti che servono al ragazzo per riflettere, per soddisfare curiosità, per capire o per mettere in discussione ciò che troppe volte dà per scontato.
Da questo progetto sono esclusi programmi, voti, interrogazioni. Il ragazzo può partecipare o no, sentirsi libero di esprimersi e di essere pienamente se stesso. Ciò non significa che il progetto non preveda l’osservazione di regole. Discutere insieme su contenuti diversi, parlare di fronte agli altri di sé, comporta l’osservazione di regole di convivenza fondamentali: il saper ascoltare, il saper rispettare il turno del proprio intervento, il saper comunicare e rendere comprensibili agli altri le proprie opinioni.
Il linguaggio non è solo comunicazione durante questi incontri, ma è azione perché produce contesti  interattivi e rappresentazioni, Il discutere, il negoziare significati sono percepite attività utili a risolvere i conflitti senza la necessità del rimprovero, del voto, della nota.
L’avventura è iniziata con la visione di un film dal quale emergono diversi interrogativi che i ragazzi possono trasformare in interrogativi esistenziali. Lo strumento utilizzato per riflettere e provare a rispondere agli interrogativi è dato dalla psicoanalisi freudiana. Il lavoro prosegue con l’incontro tra psicoanalisi e la poesia di Umberto Saba, per proseguire con la relazione tra alcuni concetti psicoanalitici e matematici.
Gli incontri così strutturati aiutano lo studente ad assumere una prospettiva interdisciplinare, indirizzandoli verso l’interdisciplinarietà intellettuale, intesa come capacità di assumere diversi punti di vista rispetto un medesimo aspetto, intesa come incontro con modi diversi di pensare,  requisito importante nella nostra società.
Ecco che la partecipazione a questi incontri può rinforzare la consapevolezza del senso di reciprocità tra il loro io ed il mondo che li circonda,  e rinforzare il senso di appartenenza ad un gruppo, determinante nella costruzione di una identità matura
Impegnarsi al confronto attraverso la conoscenza di se stessi e al superamento di ogni forma di egocentrismo rimane l’insegnamento più grande che possa dare la scuola.

 
             
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